PERCHE' COLTIVARE E ALLEVARE SENZA VELENI

Oggi anche l'agricoltura rappresenta una pericolosa fonte di inquinamento per l'ambiente e per la salute dell'uomo, sia esso agricoltore e/o consumatore.
L'AMAB è nata per contrastare questa infausta tendenza e applicare tecniche agricole pienamente rispettose dell'ambiente, dei suoi equilibri e della biodiversità. Obiettivo di tali pratiche è principalmente la produzione di alimenti, siano essi di origine animale che vegetale, privi di residui tossici e perfettamente integri nel loro valore nutritivo.

La fertilità del terreno viene salvaguardata mediante l'utilizzo di concimi organici, la pratica delle rotazioni colturali e lavorazioni attente alla struttura del suolo.

La lotta ai parassiti delle piante è consentita solamente con preparati vegetali, minerali e animali non tossici e con l'utilizzo di insetti predatori e parassiti

Gli animali vengono allevati con tecniche che rispettino il loro benessere e nutriti con prodotti vegetali ottenuti secondo i principi dell'agricoltura biologica. Sono evitate tecniche di forzatura della crescita e metodi industriali di gestione dell'allevamento, mentre per la cure delle eventuali malattie si utilizza una medicina veterinaria basata principalmente sull'uso di rimedi omeopatici e fitoterapici.

PERCHÉ DIVENTARE AGRICOLTORE BIOLOGICO

Per molto tempo l'agricoltura chimica e intensiva è stata vista come l'unico modo per ottenere le produzioni. Molti anni di sperimentazioni in Italia e in tutto il mondo dimostrano che è invece possibile produrre senza l'impiego dei prodotti chimici di sintesi, utilizzando antiparassitari e concimi naturali e potenziando nel contempo l'attività biologica del terreno e dell'ambiente agrario, recuperando quella preziosa biodiversità che l'agricoltura convenzionale ha semplificato e distrutto.

Di fronte al crescente, generale e grave degrado ambientale, l'agricoltore biologico acquista un ruolo di sempre maggior rilievo, sia come imprenditore che sa stare al passo con l'innovazione tecnica e sia come reale tutore dell'ambiente.
La sua considerazione è in continuo aumento,ed i suoi prodotti hanno un elevato valore di mercato, perché il consumatore sente oggi il desiderio di acquisire un maggiore benessere fisiologico e psicofisico anche attraverso un'alimentazione sana e di elevata qualità

TRASPORTI ECO

A fronte dei facili entusiasmi suscitati dagli annunci delle case automobilistiche, l’uso dell’idrogeno e delle celle combustibili per autotrazione non è ancora dietro l’angolo. E’ in sintesi quanto è emerso al seminario “Hy energy, idrogeno e celle combustibili, tecnologie per un sistema energetico sostenibile” che si è tenuto a Verona nell’ambito di SolarExpo 2000, la mostra-convegno internazionale sulle energie rinnovabili e alternative. Citando lo studio dell’Istituto giapponese Nomura, Agostino Iacobazzi dell’Enea ha evidenziato che le stime fatte in base alle proiezioni attuali variano tra 5.000 e 100.000 auto a fuel cell circolanti nel mondo nel 2010. I problemi per la produzione riguardano i costi ancora oggi doppi rispetto a quelli con trazione a benzine o gasoli. Tuttavia in base all’evoluzione che si sta avendo nelle tecniche di stoccaggio dell’idrogeno –ha precisato Raffaele Vellone sempre dell’Enea- qualcosa si sta muovendo. In particolare nella tecnologia della nanostruttura di carbonio in grado di conservare l’idrogeno in grande quantità, riducendo non solo i costi ma anche peso ed ingombro del veicolo.

SEGNALI POSITIVI SUL FRONTE INQUINAMENTO

Bruxelles 10/10: Positivo il primo rapporto annuale sull’efficacia delle strategie messe a punto dalla Commissione europea per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica causate dalla circolazione; nel periodo di tempo compreso tra il 1995 ed il 1999, una serie di misure hanno permesso una riduzione nelle emissioni inquinanti del 5,6 Questo incoraggiante risultato è stato ottenuto grazie anche ad una serie di accordi tra la comunità europea e le associazioni di costruttori di auto. L’obiettivo finale per il 2005 è di arrivare ad un tasso di emissioni non superiore a 120 gr per chilometro di CO2.

 

LA CAMPAGNA DELLA COMMISSIONE EUROPEA PER IL DECOLLO DELLE ENERGIE RINNOVABILI
Per il raddoppio del contributo delle rinnovabili al 2010 è necessario uno sviluppo accelerato nei prossimi anni. La Commissione delinea una serie di iniziative fino al 2003. Investimenti per 60.000 miliardi di lire. I settori chiave ed il ruolo determinante del capitale privato.

In una risoluzione dell’8 giugno 1998 del Consiglio europeo in merito al Libro Bianco ("Energy for the Future: Renewable Sources of Energy", "IlSolea360gradi", gennaio 1998) è stata lanciata l’idea, già proposta nello stesso documento, di una Campagna per il decollo delle rinnovabili (Campaign for the Take-Off) in Europa. L’obiettivo della risoluzione era di accrescere l’interesse di industrie, investitori e decisori pubblici verso il settore, invitando la Commissione ad elaborare proposte specifiche.

La "Campagna per il decollo", descritta in dettaglio da un documento della DG XVII, è parte integrante delle strategie comunitarie per le rinnovabili. In particolare essa stabilisce un quadro di azione imperniato su alcuni settori chiave (vedi tabella), con lo scopo di evidenziare le maggiori opportunità di investimento ed attrarre i capitali privati che, secondo le linee tracciate dalla strategia, dovranno rappresentare il 75-80% delle risorse totali necessarie. La Campagna, inoltre, intende incoraggiare la spesa pubblica verso gli stessi settori-chiave come contributo e stimolo all’investimento privato. Si stima che gli investimenti richiesti dalla Campagna siano dell’ordine di 60.000 miliardi di lire (30 miliardi di Euro) e si ritiene che essa possa raggiungere i suoi obiettivi entro il 2003.

Già nel Libro Bianco 3 settori tecnologici (energia solare diretta - solare termico e fotovoltaico -, energia eolica e da biomasse) venivano identificati come cruciali per il raggiungimento del 12%, entro il 2010, del contributo delle rinnovabili sul consumo energetico totale dell’Unione. Questi settori hanno tuttavia bisogno di uno stimolo iniziale per accelerare la loro penetrazione nel mercato. Si svilupperanno così maggiori economie di scala e, di conseguenza, si ridurranno i costi (illustreremo in dettaglio i vari settori-chiave nei prossimi numeri).Una quarta priorità della Campagna riguarda l’integrazione delle fonti rinnovabili in 100 comunità, con lo scopo di coprire la loro offerta energetica al 100%. Il programma "100 comunità", si propone anche come banco di prova per la fornitura decentralizzata di energia, utilizzando l’esperienza-pilota di un certo numero di comunità, regioni, città ed isole, alcune delle quali potrebbero ragionevolmente utilizzare energia al 100% da fonti rinnovabili.

Circa le prospettive dell’integrazione delle rinnovabili, assumono particolare importanza i seguenti aspetti: la densità del consumo energetico per l’area considerata in rapporto alla disponibilità di energie rinnovabili, la disponibilità e la tipologia di infrastrutture energetiche, il modello di consumo energetico, la grandezza della comunità. Secondo tali elementi, ed in particolare sulla base della densità energetica, possono essere distinte le seguenti categorie di comunità:

1. Comunità urbane, quali blocchi di edifici, quartieri in aree residenziali, villaggi, città (disponibilità di energia solare minore rispetto alla densità di consumo di energia e limitate risorse anche per le altre fonti rinnovabili);

2. Comunità rurali, cioè piccole aree rurali, province, regioni (disponibilità di energia solare al livello della densità di consumo di energia ed, in genere, disponibilità di altre fonti come vento, biomassa, idraulica).

3. Comunità isolate, come aree isolate, isole, aree autonome (disponibilità di energia solare maggiori o al livello della densità di consumo di energia e disponibilità di altre fonti rinnovabili e debole o addirittura nessuna connessione alla rete elettrica esterna).

Una gran parte dei costi del programma "100 comunità" entra nelle iniziative previste per i settori-chiave prima elencati e non dovrebbe richiedere fondi addizionali.

Nell’ambito della Campagna per il decollo delle rinnovabili in Europa, il ruolo della Commissione sarà di stabilire una cornice all’interno della quale essa possa fornire assistenza tecnica e finanziaria e coordinare le azioni intraprese a livello continentale. Il ruolo degli Stati Membri sarà fondamentale per la promozione degli obiettivi della Campagna e per il coordinamento delle azioni a livello nazionale. Resta come obiettivo centrale dell’iniziativa il sostegno al settore privato ed il coinvolgimento di tutte le parti interessate alla diffusione delle rinnovabili. A questo scopo vengono delineati possibili partner tra i diversi attori ("Renewable Energy Partnership"), come quelli tra la Commissione e le autorità pubbliche nazionali, tra la Commissione e le industrie ed associazioni di industrie, allo scopo di creare un clima favorevole e ben definito per gli investimenti nel settore. Altri attori avranno un ruolo decisivo nelle decisioni di investimento: le istituzione finanziarie, per consentire un più facile accesso degli investitori ai prestiti e gli enti locali (comunali e regionali), ma anche i governi e le autorità nazionali, per ciò che riguarda le procedure amministrative (ad esempio, nel settore edilizio) che spesso ostacolano l’utilizzo delle rinnovabili. Altro ruolo decisivo avranno le organizzazioni che si occupano delle attività informative nel settore.

Per quanto concerne i fondi pubblici richiesti per la Campagna, secondo uno scenario indicativo, essi ammonteranno a circa 7 miliardi di Euro: 6 miliardi saranno stanziati direttamente dai diversi programmi nazionali, il restante miliardo dai programmi comunitari (Fondi Strutturali e Programmi di Sviluppo e Ricerca Tecnologica). Si noti che in questo budget non vengono compresi gli incentivi fiscali, che stanno diventando lo strumento di sostegno più importante negli Stati Membri.

Per scaricare il documento "Campaign for the Take-Off" della DG XVII: http://europa.eu.int/en/comm/dg17/ctore.htm

 

RIMEDI E SOLUZIONI

Al momento attuale la progettazione e la costruzione di un edificio non prendono nella giusta considerazione il problema della qualità ambientale; con i termini "qualità ambientale" si possono intendere molteplici modalità d'interazione tra ambiente naturale e costruito ma sostanzialmente possiamo ricondurci al significato più semplice di rapporti fisici, materici, energetici tra la costruzione e l'ambiente circostante.

Le relazioni che s'instaurano tra costruito e ambiente non sono infatti solo visive o riferite al contesto storico e culturale, ma sono anche fisiche e materiche. Costruire significa infatti utilizzare e trasformare il luogo e le risorse per creare uno spazio protetto, nel quale possano svolgersi le attività previste nel progetto.

La realizzazione di un'opera dovrà tenere conto anche dei fattori ambientali armonizzandoli con le esigenze che si riferiscono alle azioni da svolgervi ed al contesto tecnico ed economico. Il grado di armonia, di corrispondenza, tra quanto richiesto dalle persone e quanto offerto dal fabbricato misura il livello di qualità degli edifici.

Anche la CEE ha recepito con forza queste istanze emanando regolamenti (ad esempio il nº880/92 sui prodotti compatibili ecologici ed il nº1836/93 al cui interno si trovano le disposizioni per l'adesione al sistema comunitario di audit ambientale), attualmente è i fase di studio il marchio di qualità europeo "ecolabel" per i materiali da costruzione ed una risoluzione che titola "Risoluzione sull'impiego di tecnologie costruttive bioclimatiche egli edifici per abitazione e servizi" al punto 8 recita: "Invita la Commissione ad armonizzare i criteri di valutazione della qualità di un edificio secondo i seguenti parametri:

- presenza di gas tossici (es. il Radon);

- incidenza della gabbia metallica sui fenomeni di elettromagnetismo naturale ed artificiale;

- presenza di materiali tossici (vernici, colle, amianto, formaldeide, solventi, etc.)

- assenza nell'edificio di ricambio dell'aria, incremento dell'umidità e le soluzioni innovative impiegate."

 

Senza dubbio costruire edifici dovrà tenere conto di quanto detto ed in particolare basarsi su precise indicazioni e principi verificabili in qualsiasi momento.

Appare evidente che la preoccupazione di costruire edifici "sani" ha basi scientifiche esaurienti e la preoccupazione di proporre metodiche "sane" ed "alterative", trova supporti concreti e non pretestuosi in quanto esposto.

Circa le modalità che dovranno essere applicate esse verteranno:

- sulla verifica della presenza di gas tossici a livello del terreno;

- sul controllo dell'incidenza della gabbia metallica sui fenomeni di elettromagnetismo naturale ed artificiale;

- sull'uso di materiali da costruzione e finitura che non contengano materiali tossici;

Appare evidente che la preoccupazione di costruire edifici "sani" ha basi scientifiche esaurienti e la preoccupazione di proporre metodiche "sane" ed "alterative", trova supporti concreti e non pretestuosi in quanto esposto.

Circa le modalità che dovranno essere applicate esse verteranno:

- sulla verifica della presenza di gas tossici a livello del terreno;

- sul controllo dell'incidenza della gabbia metallica sui fenomeni di elettromagnetismo naturale ed artificiale;

- sull'uso di materiali da costruzione e finitura che non contengano materiali tossici.

 

I polimeri che compongono le plastiche riciclate:

Polietilene (PE)

E' una resina termoplastica ottenuta per polimerizzazione dell'etilene. E' parzialmente cristallino con diverso grado di ramificazione; da quest'ultima caratteristica dipende proprio la cristallinità che risulta minore per l'LDPE (Low Density PE) e maggiore per l'HDPE (High Density PE). Le caratteristiche meccaniche e chimiche dipendono quindi dalla cristallinità (espressa dalla densità) e dal grado di polimerizzazione (espresso dall'indice di fluidità MFI).

HDPE
Caratteristiche: buona resistenza meccanica e rigidità; resistenza agli acidi, alcali, soluzioni saline e vari solventi organici (es. oli e benzine); scarsa trasparenza (opaco).
Applicazioni:
1) settore imballaggio: bottiglie e flaconi per alimenti , detergenza e agenti chimici; cassette e fusti.
2) altri settori: cavi isolanti, tubi e profilati, giocattoli, casalinghi, tappi, film per impermeabilizzazioni, corde e sacchi, serbatoi carburanti.

LDPE
Caratteristiche:
buona tenacità e flessibilità; resistenza alla perforazione; buona trasparenza su spessori sottili; buona saldabilità.
Applicazioni:
1) settore imballaggio: film termoretraibili per pallet, confezioni bottiglie e altri contenitori; sacchetti e sacchi per rifiuti; sacchi per uso industriale.
2) altri settori : film di vari spessori per uso agricolo, industriale, edile.

 

Polietilentereftalato (PET)

E' una resina termoplastica ottenuta per policondensazione dell'acido tereftalico con glicole etilenico. E' una delle resine più versatili. Il vasto range di prodotti copre applicazioni nel campo delle fibre tessili e tecniche, dell'imballaggio e dei tecnopolimeri. Le proprietà del PET sono determinate da un appropriata disposizione di aree amorfe e cristalline. Le caratteristiche meccaniche e di barriera ai gas si raggiungono attraverso l'orientamento delle catene polimeriche e loro simultanea cristallizzazione. A seconda del maggiore o minore peso molecolare del PET, espresso dalla viscosità intrinseca (IV), si determinano i suoi settori di utilizzo.
Caratteristiche: elevate proprietà meccaniche e buona tenacità; buona resistenza termica e chimica; ottima trasparenza e brillantezza; buone proprietà barriera a O2 e CO2.
Applicazioni:
1) settore imballaggio: bottiglie per acqua e bibite; flaconi per detergenza domestica; vassoi e blister termoformati; film di supporto per poliaccoppiati.
2) altri settori: fibre (per abbigliamento, arredamento, imbottiture, cordami, uso geotessile,ecc.); film per effetti decorativi e arti grafiche; lastre fotografiche e radiografiche; nastri audio e video.

Polivinicloruro (PVC)

E' una resina termoplastica che si ottiene dalla polimerizzazione del cloruro di vinile. Le proprietà caratteristiche del polimero sono determinate dai diversi processi di polimerizzazione esistenti (Sospensione, Emulsione, Massa). Un'elevata flessibilità si ottiene con l'integrazione di sostanze plastificanti. Essendo uno dei polimeri più "antichi" e versatili, dal PVC si ottengono parecchi manufatti di uso quotidiano.
Caratteristiche: buona resistenza meccanica e chimica; scarsa infiammabilità e buon isolamento elettrico; buona trasparenza; buona proprietà barriera ai gas.
Applicazioni:
1) settore imballaggio: bottiglie e flaconi; blister termoformati; film flessibili.
2) altri settori: tubi; telai finestre; tapparelle; guaine per cavi elettrici; finte pelli; giocattoli; parti di automobili; accessori biomedicali.

Polipropilene (PP)

E' una resina termoplastica ottenuta per poliaddizione del propilene. Le caratteristiche derivano dalla configurazione delle unità monomeriche che determina anche la cristallinità del materiale stesso. Nel caso di una configurazione molto regolare si parla di PP isotattico che presenta una struttura cristallina rigida. L'ampio range di proprietà del PP lo rende un materiale estremamente versatile. Infatti, a seconda del processo produttivo il PP può essere flessibile o rigido, trasparente od opaco, ecc.
Caratteristiche: buone proprietà meccaniche; buona resistenza chimica; elevata impermeabilità al vapore acqueo.
Applicazioni:
1) settore imballaggio: flaconi per detergenza e cosmetica; cassette; film orientati in sostituzione del cellophane, sacchi industriali.
2) altri settori: mobili da giardino; fibre (corde e sacchi); articoli casalinghi; batterie e paraurti auto.

Polistirene (PS)

E' una resina termoplastica ottenuta per poliaddizione dello stirene. Non presenta cristallinità e la sua elevata fluidità lo rende estremamente lavorabile. Una sua caratteristica è la scarsa resistenza all'urto che può essere enormemente migliorata con l'aggiunta di opportune gomme durante la polimerizzazione (High Impact PS). Il polistirene espanso (Expanded PS), invece, si ottiene attraverso un processo chimico-fisico che prevede l'aggiunta di agenti espandenti quali il pentano. Si viene così a formare una struttura cellulare che comporta una modifica sostanziale alle caratteristiche del materiale.
Caratteristiche: elevata rigidità e trasparenza; buona resistenza all'urto (HIPS); leggerezza e buon isolamento termico ed acustico (EPS)
Applicazioni:
1) settore imballaggio: scatole trasparenti; flaconi per medicinali e cosmetica, vaschette per yogurt e formaggi molli (HIPS); imballaggi per alimenti (vaschette) ed industriali (protezione interna) (EPS).
2) altri settori: mobili; piatti e bicchieri monouso; pannelli isolanti; giocattoli.